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Economia

Report Svimez, il Sud cresce più del Centro-Nord per il quarto anno consecutivo

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ROMA (ITALPRESS) – Per il quarto anno consecutivo il Sud è cresciuto più della media italiana. I dati a consuntivo del 2025 registrano un PIL delle regioni meridionali aumentato dello 0,7%, rispetto allo 0,5% del centro-nord, con un tasso di crescita, però, inferiore al 2024 quando raggiunse l’1%. Non avveniva da molti anni, dal periodo del boom economico del dopoguerra. Preoccupa, però, il dato del divario di crescita dell’Italia rispetto all’Unione europea.

Se nel 2025 il Pil nazionale è cresciuto di mezzo punto percentuale, al di sotto anche dello 0,8% del 2024, resta stabilmente inferiore alla media Ue a 27, +1,5%. La Spagna prosegue la sua significativa espansione +2,8%, la Francia si attesta allo 0,8%, la Germania, invece, dopo la recessione del biennio precedente, è ferma a un modesto 0,2%. In questo contesto la performance delle singole regioni appare molto variabile. Nel Sud spicca il dato dell’Abruzzo +1,9%, grazie al traino dell’industria e, in particolare, delle costruzioni. Anche la Campania registra un buon risultato con una crescita dello 0,9%, la Calabria fa meglio della media nazionale con uno 0,8%.

Molte regioni del Nord scontano la debolezza dell’export, conseguente alla crisi geopolitica, e ciò appare molto evidente in Lombardia e Veneto. Nel 2025 gli investimenti fissi lordi hanno segnato un +3,5%, riflettendo una tendenza consolidatasi dal 2021, quando il Superbonus prima (edilizia privata residenziale), e il Pnnr dopo (edilizia non residenziale privata e opere pubbliche), hanno dato una spinta decisiva alla crescita. La dinamica della spesa in opere pubbliche evidenzia chiaramente l’impatto del ciclo di investimenti attivato dal Pnrr dal 2023 in poi.

Nel triennio 2022-25 gli investimenti in opere pubbliche sono quasi raddoppiati in entrambe le aree del Paese: +88,3% al Sud e +87,8% al Centro-nord. Si registra, inoltre, una certa variabilità tra le singole regioni ma comunque in un contesto di crescita che per tutte, ad eccezione di Trentino Alto-Adige (regione a statuto speciale) e Abruzzo (dove la componente privata ha “corso”), è stato superiore al 60%. Le regioni che hanno fatto segnare gli incrementi più rilevanti sono il Friuli – Venezia Giulia , la Valle d’Aosta, il Lazio, la Toscana, la Puglia e la Calabria.

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SBARRA “CRESCE PIÙ DEL RESTO DEL PAESE, PERFORMANCE SENZA PRECEDENTI”

“Il report SVIMEZ pubblicato oggi certifica un dato di grande rilievo: nel 2025 il PIL del Sud cresce più del resto del Paese per il quarto anno consecutivo. È un risultato che segna una discontinuità rispetto al passato”. Lo afferma, in una nota, il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, con riferimento ai dati resi noti da Svimez questa mattina. “Le stime Svimez – dichiara il Sottosegretario – consolidano un percorso molto positivo: negli ultimi quattro anni il Mezzogiorno ha registrato una crescita del 9,5%, contro il 6,6% del Centro-Nord. Una performance che non trova precedenti negli ultimi decenni. Determinante è stato il ruolo degli investimenti pubblici, sostenuti in misura significativa dalle risorse del PNRR. Nel triennio 2022-2025 gli investimenti in opere pubbliche nel Mezzogiorno sono infatti quasi raddoppiati, con un incremento dell’88%”.

“Particolarmente incoraggianti – prosegue Sbarra – anche i dati sul fronte occupazionale. Per il quinto anno consecutivo, nel 2025 il Mezzogiorno registra una crescita dell’occupazione superiore a quella del Centro-Nord. In questa dinamica emerge il contributo dell’occupazione femminile, che cresce a un ritmo quasi doppio rispetto a quella maschile. Positivi anche i segnali che arrivano dalla qualità del lavoro, con l’aumento dei contratti a tempo indeterminato e la contestuale riduzione di quelli a termine”.

“Il quadro delineato oggi da SVIMEZ – osserva il Sottosegretario – descrive un Mezzogiorno che cresce nel PIL, negli investimenti e nell’occupazione, soprattutto femminile e stabile. È il risultato di una scelta politica precisa da parte del Governo Meloni: investire sul Sud, accompagnandone crescita e sviluppo attraverso le risorse del PNRR per gli interventi pubblici e la ZES Unica per gli investimenti privati. Una strategia che il Governo intende rafforzare ulteriormente, come dimostra il miliardo di euro stanziato nel recente Decreto Lavoro per sostenere gli incentivi all’occupazione e favorire la creazione di lavoro stabile e di qualità”. “Il rafforzamento delle dinamiche economiche e sociali del Mezzogiorno non è soltanto un risultato positivo per il Sud. È una buona notizia per l’intera Italia, perché un Sud più forte significa un Paese più competitivo, più coeso e capace di crescere nel suo insieme”, conclude il Sottosegretario Sbarra.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Intesa Sanpaolo, Barrese “Ampio programma di assunzioni di giovani”

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RIMINI (ITALPRESS) – Giovani, lavoro e sviluppo demografico sono temi cruciali per generare fiducia e trasformarla in progetti concreti di persone, famiglie, imprese. Per alimentare tale fiducia tutti, Istituzioni, imprese, privati, dobbiamo fare la nostra parte per la crescita diffusa e inclusiva del Paese, che non può prescindere dall’accesso alla formazione e all’occupazione per le giovani generazioni”. Lo ha detto Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, nell’ambito del Meeting di Rimini, in occasione dell’incontro sul tema “Giovani, Lavoro e Demografia”.

“E’ ciò che come Intesa Sanpaolo mettiamo al centro della nostra azione nei territori, come istituzione al servizio della società e del sistema economico del Paese – ha aggiunto -. L’impegno e la responsabilità prioritaria del nostro Gruppo è essere un motore per lo sviluppo di tutti i territori dove operiamo, un punto di riferimento per il credito e il sostegno a imprese, famiglie, comunità locali, con una attenzione particolare ad una crescita che sia diffusa e inclusiva per tutti, in primis, riguardo al tema della giornata, per le nuove generazioni. Dal 2021 abbiamo assunto 5.250 persone, in gran parte giovani, e contiamo di portare avanti il più ampio programma di assunzioni nel Paese”.

“Come Banca dei Territori Intesa Sanpaolo dal 2021 al 2026 abbiamo erogato 200 miliardi di euro di finanziamenti a imprese e famiglie, 21 dei quali nei primi sei mesi di quest’anno. Per supportare la nuova occupazione, giovanile e femminile in particolare, abbiamo messo a disposizione delle imprese nostre clienti il finanziamento S-Loan Soluzione Lavoro. Uno strumento che riconosce benefici e sconti sui prestiti per favorire nuove assunzioni attraverso investimenti in innovazione tecnologica: con tale soluzione abbiamo erogato quest’anno 700 milioni di euro, che hanno determinato circa 2.000 persone assunte da parte delle imprese beneficiarie – ha sottolineato Barrese -. Le Pmi italiane hanno ben presente il loro percorso di sviluppo a prescindere dalle incertezze del contesto, da parte nostra siamo impegnati nel sostenerne le strategie accompagnando al contempo l’aumento dell’occupazione. Per accompagnare i nostri giovani alla realizzazione delle loro ambizioni e del loro talento ad oggi abbiamo erogato più di un miliardo di euro a 54.000 giovani studenti che si sono avvalsi del nostro prestito Per Merito, che non richiede garanzie se non l’impegno nel corso di studi, per intraprendere percorsi universitari e post-diploma. Quasi uno su due di loro ci dice che senza questa possibilità avrebbe rinunciato al proprio percorso di studi. Tra le iniziative in quest’ottica riveste particolare importanza per il tessuto sociale anche il programma “Giovani e Lavoro”, che offre percorsi formativi gratuiti a giovani tra i 18 e i 29 anni e che ha formato finora circa 5.600 ragazzi, accompagnandone all’accesso al mondo del lavoro oltre l’80%”.

– Foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –

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Intesa Sanpaolo, Barrese “Ampio programma di assunzioni di giovani”

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RIMINI (ITALPRESS) – Giovani, lavoro e sviluppo demografico sono temi cruciali per generare fiducia e trasformarla in progetti concreti di persone, famiglie, imprese. Per alimentare tale fiducia tutti, Istituzioni, imprese, privati, dobbiamo fare la nostra parte per la crescita diffusa e inclusiva del Paese, che non può prescindere dall’accesso alla formazione e all’occupazione per le giovani generazioni”. Lo ha detto Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, nell’ambito del Meeting di Rimini, in occasione dell’incontro sul tema “Giovani, Lavoro e Demografia”.

“E’ ciò che come Intesa Sanpaolo mettiamo al centro della nostra azione nei territori, come istituzione al servizio della società e del sistema economico del Paese – ha aggiunto -. L’impegno e la responsabilità prioritaria del nostro Gruppo è essere un motore per lo sviluppo di tutti i territori dove operiamo, un punto di riferimento per il credito e il sostegno a imprese, famiglie, comunità locali, con una attenzione particolare ad una crescita che sia diffusa e inclusiva per tutti, in primis, riguardo al tema della giornata, per le nuove generazioni. Dal 2021 abbiamo assunto 5.250 persone, in gran parte giovani, e contiamo di portare avanti il più ampio programma di assunzioni nel Paese”.

“Come Banca dei Territori Intesa Sanpaolo dal 2021 al 2026 abbiamo erogato 200 miliardi di euro di finanziamenti a imprese e famiglie, 21 dei quali nei primi sei mesi di quest’anno. Per supportare la nuova occupazione, giovanile e femminile in particolare, abbiamo messo a disposizione delle imprese nostre clienti il finanziamento S-Loan Soluzione Lavoro. Uno strumento che riconosce benefici e sconti sui prestiti per favorire nuove assunzioni attraverso investimenti in innovazione tecnologica: con tale soluzione abbiamo erogato quest’anno 700 milioni di euro, che hanno determinato circa 2.000 persone assunte da parte delle imprese beneficiarie – ha sottolineato Barrese -. Le Pmi italiane hanno ben presente il loro percorso di sviluppo a prescindere dalle incertezze del contesto, da parte nostra siamo impegnati nel sostenerne le strategie accompagnando al contempo l’aumento dell’occupazione. Per accompagnare i nostri giovani alla realizzazione delle loro ambizioni e del loro talento ad oggi abbiamo erogato più di un miliardo di euro a 54.000 giovani studenti che si sono avvalsi del nostro prestito Per Merito, che non richiede garanzie se non l’impegno nel corso di studi, per intraprendere percorsi universitari e post-diploma. Quasi uno su due di loro ci dice che senza questa possibilità avrebbe rinunciato al proprio percorso di studi. Tra le iniziative in quest’ottica riveste particolare importanza per il tessuto sociale anche il programma “Giovani e Lavoro”, che offre percorsi formativi gratuiti a giovani tra i 18 e i 29 anni e che ha formato finora circa 5.600 ragazzi, accompagnandone all’accesso al mondo del lavoro oltre l’80%”.

– Foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –

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Consumi culturali, spesa delle famiglie italiane ai massimi dal dopo pandemia

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ROMA (ITALPRESS) – La spesa delle famiglie italiane per i consumi culturali continua a crescere e raggiunge i 108 euro, in media, al mese (nel 2025 era pari a 94 euro), il valore più alto dell’intera serie post-pandemica e ormai prossimo ai livelli del 2019 (113 euro). Nel paniere dei consumi culturali, le attività più diffuse si confermano, ai primi posti, la fruizione di programmi televisivi, film e serie (92%), l’ascolto della musica (87%) e della radio (82%). È quanto emerge dall’Osservatorio sulle esperienze culturali in Italia realizzato da Impresa Cultura Italia-Confcommercio in collaborazione con SWG.

La lettura mantiene un ruolo significativo: il 65% degli italiani ha letto almeno un libro dall’inizio dell’anno, mentre il 43% ha letto quotidiani in formato cartaceo o digitale a pagamento. Tra le attività che prevedono una spesa diretta, si confermano particolarmente diffuse il cinema (51%), le visite a musei, mostre e siti archeologici (49%), il teatro e gli spettacoli all’aperto (40%) e i concerti dal vivo (35%). Parallelamente aumenta l’interesse per i weekend culturali e oltre un italiano su due sarebbe molto interessato a riceverne uno in regalo, mentre il 42% si dichiara molto propenso a regalarlo a una persona cara. I più interessati sono le persone con titolo di studio elevato, le donne e gli over 55. Negli ultimi dodici mesi il 46% degli italiani ha effettuato almeno un weekend culturale, soprattutto fuori dalla propria regione (34%).

La spesa media pro capite sostenuta raggiunge 286,2 euro, in aumento rispetto alla precedente rilevazione (circa 235 euro nel 2025), mentre anche tra chi non ha ancora vissuto questa esperienza (il 54%) emerge una disponibilità di spesa prevista pari a 215,7 euro, segnale di una domanda potenziale ancora significativa. “La crescita dei consumi culturali è un segnale importante: dimostra che la cultura risponde a una domanda reale e rappresenta una leva decisiva per lo sviluppo, l’occupazione e la coesione sociale. Tuttavia, la partecipazione resta segnata da forti divari economici, sociali, generazionali e territoriali. Per questo, accanto al sostegno alle imprese e all’offerta, servono politiche strutturali capaci di rafforzare la domanda e misure concrete, come la detrazione fiscale delle spese per consumi ed esperienze culturali, così da favorire un accesso più ampio e avvicinare nuovi pubblici. – dichiara Carlo Fontana, Presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio -. L’interesse per i weekend culturali conferma inoltre le potenzialità dell’integrazione tra cultura, turismo e territori: una tendenza che va accompagnata e trasformata in valore diffuso per le comunità e per l’intero Paese”.

– Foto Ipa Agency –

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