Cronaca
Da Napoli parte la sfida di Orizzonti26 per costruire l’Italia dell’inclusione
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2 ore fa-
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Redazione
NAPOLI (ITALPRESS) – Oltre 400 giovani, più di 70 delegazioni territoriali provenienti da tutta Italia, decine di organizzazioni del terzo settore e tantissimi cittadini coinvolti. Con Orizzonti26, andato in scena in Piazza Municipio a Napoli, il CNGEI – Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani ha portato per la prima volta la voce dello scautismo laico nel cuore dello spazio pubblico partenopeo, trasformando una delle piazze più simboliche del Paese in un luogo aperto di confronto, ascolto e partecipazione. L’iniziativa rappresenta una delle attività centrali del progetto “Insieme Per…” ammesso a finanziamento a valere sulle risorse dell’Avviso 2 2025 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Non una semplice manifestazione associativa, ma una dichiarazione d’intenti. Un invito rivolto alla città e all’intero Paese a immaginare insieme nuove forme di cittadinanza attiva, inclusione e responsabilità collettiva.
«Abbiamo scelto di scendere in piazza perchè crediamo che lo scautismo debba abitare il presente e confrontarsi apertamente con la società», afferma Filomena Grasso, Presidente del CNGEI. «Orizzonti26 è stato molto più di una celebrazione: è stato un invito rivolto a tutta la cittadinanza a costruire comunità più inclusive, aperte e solidali. Da Napoli parte un
percorso che coinvolgerà tutto il Paese e che vedrà il CNGEI impegnato con ancora maggiore determinazione nella promozione delle pari opportunità e nel contrasto a ogni forma di discriminazione».
Per tre giorni Napoli è diventata il punto cardinale di una riflessione nazionale sul futuro. Oltre 70 delegazioni territoriali hanno raggiunto il capoluogo partenopeo per confrontarsi sulle grandi trasformazioni che stanno ridefinendo il nostro tempo: salute mentale, cambiamento climatico,
educazione, innovazione tecnologica, partecipazione democratica e nuove forme di cittadinanza.
Una scelta che conferma il ruolo di Napoli come uno dei più importanti laboratori italiani di rinascita urbana e innovazione sociale. Una città che negli ultimi anni ha saputo trasformare luoghi segnati dall’abbandono in presìdi di cultura, educazione, inclusione e sviluppo. In questa prospettiva, i giovani partecipanti hanno avuto l’opportunità di conoscere da vicino alcune delle esperienze più significative di rigenerazione urbana del Paese, attraverso attività realizzate a favore di realtà come La Santissima Community Hub, Fondazione Morra Greco, FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli e Quartiere Intelligente.
Progetti diversi ma accomunati dalla capacità di dimostrare che la lotta al degrado non passa soltanto attraverso il recupero fisico degli spazi, ma soprattutto attraverso la crescita culturale, educativa e civile delle comunità che li abitano. Luoghi che oggi rappresentano esempi concreti di come la
partecipazione possa trasformarsi in sviluppo, inclusione e opportunità.
«Napoli ci insegna che la rigenerazione non è soltanto una questione urbanistica. E’ un processo culturale, educativo e umano», sottolinea Mariano Iadanza, Capo Scout del CNGEI e attivamente impegnato nelle attività della Fondazione Morra Greco. «Nei luoghi che abbiamo illustrato durante Orizzonti26 abbiamo visto come sia possibile trasformare il degrado
in opportunità e l’esclusione in partecipazione. Portare centinaia di giovani a conoscere queste esperienze significa offrire loro una prova concreta che il cambiamento non solo è possibile, ma è già in corso».
Il momento più simbolico della manifestazione si è consumato proprio in Piazza Municipio, dove centinaia di ragazze e ragazzi hanno affidato a post-it e messaggi personali le proprie speranze, paure e aspettative sul futuro, trasformando la piazza in un grande esercizio collettivo di ascolto. Un gesto
semplice ma potente, capace di restituire la voce di una generazione troppo spesso raccontata dagli altri e troppo raramente ascoltata direttamente.
«In questi giorni abbiamo capito che non siamo una generazione
disinteressata o rassegnata», racconta Paride Fiori, giovane scout laziale e portavoce dei partecipanti. «Siamo una generazione che vuole essere ascoltata. Abbiamo parlato di ambiente, salute mentale, tecnologia, diritti e
futuro perchè sono questioni che riguardano la nostra vita. Da Napoli portiamo a casa un messaggio semplice: nessuno deve sentirsi escluso dalla possibilità di contribuire a costruire la società di domani».
Da Napoli, Orizzonti26 lascia così in eredità qualcosa che va oltre l’evento stesso. Le idee emerse nei gruppi di lavoro e negli incontri pubblici costituiranno la base di una nuova stagione associativa destinata a coinvolgere tutto il territorio nazionale. Una stagione che pone al centro inclusione, partecipazione e pari opportunità.
-foto ufficio stampa CNGEI –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Mattarella “Morti sul lavoro ferita per l’intera collettività”
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14 minuti fa-
18 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “La Relazione conclusiva della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia offre una disamina dei fatti e delle cause alla base della tragedia avvenuta a Casteldaccia il 6 maggio del 2024, fornendo proposte per il miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro negli spazi confinati. Si tratta di un bene, quello della vita, che deve essere tutelato in via assoluta e non può rappresentare il prezzo per poter svolgere un mestiere”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato alla presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, Chiara Gribaudo.
“Le vite spezzate a Casteldaccia nel maggio di due anni fa, come tutti i tragici incidenti sul luogo di lavoro, costituiscono una ferita per l’intera collettività e suonano monito costante, come di nuovo e di recente, per istituzioni e parti sociali sulla necessità di adottare misure sempre più efficaci e innovative a garanzia dell’incolumità di ciascun lavoratore, ponendo particolare attenzione all’importanza della prevenzione dei rischi – aggiunge il capo dello Stato -. Nel rinnovare la vicinanza della Repubblica ai familiari dei cinque lavoratori deceduti e a quelli di tutti gli altri lavoratori colpiti quotidianamente da questo flagello, esorto, ancora una volta, istituzioni e parti sociali al massimo impegno nel contrasto agli incidenti sul lavoro”.
– Foto ufficio stampa Quirinale –
(ITALPRESS).
Cronaca
Barbarano, Virgil Academy del Rettore UniCamillus Profita scopre tomba etrusca
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14 minuti fa-
18 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – A un anno dalla scoperta della celebre “Tomba dei Vasi con Uccelli Dipinti”, la ricerca archeologica nell’area di San Giuliano, a Barbarano Romano (VT), restituisce un nuovo eccezionale risultato: una seconda tomba etrusca rimasta inviolata per oltre 2.600 anni è stata riportata alla luce all’interno della necropoli del Caiolo.
La sepoltura, datata anch’essa alla fine del VII secolo a.C, in piena età orientalizzante, rappresenta una scoperta di straordinaria rilevanza scientifica. Il rinvenimento conferma l’eccezionale potenziale archeologico del sito e offre nuove opportunità di studio sulla società etrusca e sui suoi rituali funerari.
Alla base della scoperta vi è il lavoro della Virgil Academy, ente filantropico fondato da Gianni Profita, Rettore dell’Università UniCamillus. Dal 2016 la Academy è titolare della concessione ministeriale per le attività di ricerca e scavo nell’area archeologica di San Giuliano e promuove il progetto internazionale SGARP (San Giuliano Archaeological Research Project), nato per favorire la collaborazione tra istituzioni italiane e università straniere nella ricerca archeologica.
Nell’ambito di questo progetto opera la Baylor University (Texas), che conduce la campagna di scavo sotto la direzione scientifica del professore Davide Zori, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale.
«Ogni scoperta archeologica è una conversazione con il tempo. Quando una tomba rimane sigillata per oltre ventisei secoli e torna a raccontarci la vita, i gesti e le credenze di una comunità antica, non recuperiamo soltanto reperti: recuperiamo memoria – afferma Gianni Profita, Presidente della Virgil Academy e Rettore UniCamillus – Comprendere l’essere umano significa interrogare tanto il suo futuro quanto il suo passato: da un lato attraverso la scienza e la medicina, dall’altro attraverso le testimonianze che la storia ci ha consegnato. La nuova scoperta di San Giuliano dimostra che il patrimonio culturale italiano custodisce ancora pagine straordinarie da esplorare e conferma la validità di un progetto che da dieci anni mette in dialogo università internazionali, ricerca scientifica e tutela del territorio. E’ esattamente questa la missione della Virgil Academy: trasformare la conoscenza in un ponte tra culture, generazioni e comunità scientifiche». La nuova tomba è stata individuata lo scorso 9 giugno, quando gli archeologi hanno rinvenuto una monumentale lastra di chiusura ancora perfettamente in posizione, elemento che ha preservato integralmente il contesto funerario per oltre ventisei secoli.
All’interno della camera funeraria sono stati individuati i resti di due individui e un corredo funerario composto da tredici vasi ceramici. Tra i reperti emersi figurano recipienti destinati alla conservazione degli alimenti, raffinati calici in bucchero utilizzati per il consumo del vino e almeno un contenitore per profumi. Accanto a uno dei defunti è stata inoltre rinvenuta una punta di lancia in ferro, elemento che suggerisce la possibile appartenenza dell’individuo alla classe dirigente guerriera della comunità etrusca.
«La nuova tomba è rimasta sigillata e indisturbata dalla fine del VII secolo a.C. e rappresenta una scoperta di straordinario valore scientifico – spiega Zori – Contesti integri come questo sono estremamente rari e ci offrono un’opportunità unica per comprendere i rituali funerari, le credenze e il ruolo delle èlite che abitavano l’antica città etrusca di San Giuliano. Inoltre, l’eccezionale stato di conservazione dei resti scheletrici potrà fornire informazioni preziose attraverso future analisi scientifiche. Non posso che ringraziare il professore Profita per la sua visione e il suo costante sostegno».
Le attività di scavo, documentazione e studio dei reperti proseguiranno nei prossimi mesi.
La scoperta assume un significato ancora più importante se si considera il contesto territoriale in cui è avvenuta: nel corso dei decenni, l’Etruria meridionale è stata particolarmente colpita dal fenomeno dei tombaroli e dagli scavi clandestini che hanno compromesso numerosi contesti archeologici. Il rinvenimento di due tombe perfettamente conservate in due campagne consecutive rappresenta dunque una straordinaria vittoria della tutela e della ricerca scientifica. L’area archeologica di San Giuliano, con le sue centinaia di tombe etrusche e le testimonianze delle successive fasi romane e medievali, continua a confermarsi uno dei più importanti laboratori di ricerca dell’Etruria.
«Questa nuova scoperta conferma il valore straordinario delle necropoli di Barbarano Romano e rafforza il percorso che stiamo portando avanti verso la creazione di un vero e proprio Parco Archeologico Accademico – spiega Rinaldo Marchesi, sindaco di Barbarano – E’ un modello virtuoso di collaborazione tra il Comune, la Virgil Academy, la Baylor University e le istituzioni del territorio che vogliamo continuare a consolidare per il futuro della nostra comunità».
-foto ufficio stampa UniCamillus (nella foto Davide Zori e Gianni Profita) –
(ITALPRESS).
Cronaca
Confintesa al Muinafest di Cosenza: diritti, contratti e tutele anti sfruttamento
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15 minuti fa-
18 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – A poche settimane dalla tragedia di Amendolara, che ha riportato all’attenzione nazionale il tema dello sfruttamento lavorativo e della condizione dei lavoratori migranti, Confintesa parteciperà al Muinafest 2026 di Cosenza con un panel dedicato ai diritti, ai contratti e alla tutela del lavoro dignitoso.
L’appuntamento è in programma sabato 20 giugno alle ore 11:30 presso la Sala Conferenze dell’edificio Sport e Salute del CONI di Cosenza, nell’ambito del panel “Lavoratori migranti: diritti, contratti e tutela per un lavoro dignitoso”. Un confronto che assume un significato particolare anche per la vicinanza territoriale con l’area dell’Alto Ionio cosentino dove si è verificata la tragedia di Amendolara.
A rappresentare Confintesa saranno il Segretario Generale Francesco Prudenzano e il Segretario della Federazione Confintesa per i Popoli, Ibrahima Deme Diop.
“Quando un lavoratore perde la vita o viene costretto a lavorare senza diritti, il problema non riguarda soltanto chi sfrutta, ma anche la capacità delle istituzioni e delle parti sociali di offrire alternative reali. Dove non arrivano contratti, rappresentanza e tutele, trova spazio il caporalato. E’ da qui che bisogna ripartire”, dichiara il Segretario Generale di Confintesa, Francesco Prudenzano.
L’impegno della Confederazione su questi temi si traduce anche nella contrattazione collettiva. Nel corso del panel sarà infatti affrontato il tema del nuovo CCNL Rider promosso da Confintesa, il primo contratto collettivo nazionale specificamente concepito per i lavoratori delle piattaforme digitali di consegna e depositato prima della scadenza prevista dalla Direttiva europea 2024/2831 sul lavoro tramite piattaforme digitali.
“Le trasformazioni del lavoro richiedono nuove tutele e nuove forme di rappresentanza. Difendere la dignità del lavoro significa garantire diritti concreti a tutti i lavoratori, indipendentemente dal settore in cui operano o dalla loro provenienza”, afferma Ibrahima Deme Diop.
Attraverso la partecipazione al Muinafest, Confintesa rinnova “il proprio impegno contro lo sfruttamento, il lavoro nero e il caporalato, ribadendo che la dignità del lavoro si difende attraverso contratti applicati, diritti esigibili e una rappresentanza sindacale capace di raggiungere anche le categorie più fragili e meno tutelate”.
– Foto ufficio stampa Confintesa –
(ITALPRESS).


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